Antistaminici o decongestionanti?

Entrambi efficaci nel ridurre i sintomi della rinite, agiscono con meccanismi diversi

Il naso chiuso o che cola è il risultato di uno stato infiammatorio della mucosa nasale, con dilatazione dei piccoli vasi presenti in tale sede, comparsa di gonfiore e conseguente difficoltà o impossibilità a respirare attraverso il naso. Le cause possono essere diverse, principalmente si tratta di infezioni virali (come nel raffreddore) o reazioni allergiche (rinite allergica).

Per alleviare questo sintomo attualmente possono essere impiegate due grandi classi di sostanze: i decongestionanti e gli antistaminici. I primi hanno essenzialmente attività vasocostrittrice, mentre i secondi agiscono contrastando l’azione dell’istamina, una sostanza che viene rilasciata dal sistema immunitario e che induce reazioni infiammatorie.

Sia i decongestionanti sia gli antistaminici sono efficaci nel ridurre la congestione nasale, ma nonostante spesso vengano impiegati indipendentemente dalla causa del disturbo, il loro diverso meccanismo d’azione ne suggerisce un utilizzo differente.

I decongestionanti – efedrina, fenilefrina, fenilpropanolamina, nafazolina, oximetazolina, pseudoefedrina, tetrizoloina, tramazolina, xilometazolina – sono, essenzialmente, dei vasocostrittori. Grazie a tale attività riducono l'afflusso di sangue alla mucosa nasale e la conseguente congestione (gonfiore) e, nel contempo, diminuiscono la produzione di muco, inducendo così un rapido sollievo, specie quando utilizzati localmente come spray o gocce nasali. Sono disponibili anche in capsule o compresse per la somministrazione orale, e spesso sono associati tra loro, con sostanze balsamiche oppure con antistaminici.

I decongestionanti vanno usati con prudenza se si ha la pressione alta. E comunque non se ne deve abusare, per evitare che compaia il cosiddetto “effetto di rimbalzo” con peggioramento della congestione nasale.

Gli antistaminici - levocabastina, acido cromoglicico + clorfenamina, tonzilamina, feniramina, clorfenamina, difenidramina – agiscono bloccando l’azione dell’istamina e quindi il rilascio di sostanze responsabili delle reazioni infiammatorie e allergiche. Per questo sono utili nelle riniti allergiche (come per esempio il raffreddore da fieno), nelle quali riducono il numero degli starnuti, la lacrimazione e il gocciolamento nasale. Hanno invece una minore azione sul gonfiore della mucosa. Gli antistaminici sono disponibili per uso locale ma è più facile che vengano impiegati per via orale.
Anche se le cause del naso chiuso sono diverse, la somiglianza dei sintomi fa sì che gli antistaminici vengano spesso usati anche per combattere la rinite virale (ossia il comune raffreddore) nella quale, però, la produzione di istamina non è la causa principale dei sintomi.

Ecco perché la loro efficacia nella cura del raffreddore comune è parziale e comunque va sempre valutata tenendo conto degli effetti collaterali, il più frequente dei quali è la sonnolenza. Inoltre, devono essere usati con mota cautela nei soggetti con glaucoma, prostata ingrossata o gravi malattie del fegato e del rene.

Nei bambini al di sotto dei 2 anni si devono usare solo prodotti a base di soluzione salina, che riducono la secchezza, l’infiammazione locale e fluidificano le secrezioni nasali in modo da facilitarne l’espulsione. Vanno evitati invece i decongestionanti e i prodotti contenenti mentolo (per il rischio di laringospasmo). Nei bambini più grandi, dai 2 ai 6 anni, i decongestionanti topici possono essere usati ma con molta cautela, evitando quelli contenenti nafazolina e efedrina.

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